Fatti non parole!

Ribelliamoci alle banche 3-11-2008

Dal sito di Antonio Di Pietro, si riporta

Parlare di etica e moralità nel sistema bancario è come parlare di corda in casa degli impiccati. Voglio ricordare che ci sono banchieri che hanno guadagnato, l’anno scorso, qualcosa come 26 mila euro al giorno, quanto guadagna una famiglia in un anno, dove lavorano in due. Rispetto a questi guadagni enormi, non hanno prodotto quello che il mestiere del banchiere porta, ossia valutare il rischio del credito e aiutare le piccole medie imprese nel tessuto economico a svilupparsi. Le banche non danno credito a chi ne ha bisogno, richiedono anche il rientro dell’affidamento, soprattutto in momenti come questi, con un preavviso di 24 ore, cosi che molte piccole medie imprese sono strozzate dalle banche, cosi come i mutuatari, tre milioni e duecentomila famiglie, indebitati a tassi variabili per precise responsabilità delle banche.

Al Senato abbiamo fatto una serie di audizioni alla commissione finanze per capire qual’è lo stato reale dei fatti, perché c’è questa grande bolla speculativa partita dagli Stati Uniti d’America. Ricordiamo: i mutui subprime, i prodotti derivati, i prodotti fuori bilancio, che sono due volte il Pil del mondo.
Sono venuti Draghi, governatore della Banca d’Italia, uomo di Goldman Sachs, quella banca che l’anno scorso ha dato 600 mila dollari di premio ad ogni dipendente, salvata da un signore di nome Polson, ossia il segretario del tesoro americano che decide quali sono le banche che devono fallire: di fatti la Lehman Brothers è fallita, GPMorgan e Goldman Sachs non sono fallite, appunto perché lui è parte in causa, siccome è stato presidente ed amministratore delegato, per 27 anni, della Goldman Sachs. Un intreccio incestuoso senza precedenti.

Tornando alle audizioni: dalla Consob, all’ISVAP, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni che dovrebbe essere sciolto, all’ABI, l’associazione bancari italiana, tutti hanno scaricato la responsabilità sugli altri. Quindi, non esiste un colpevole.
Durante l’audizione ho chiesto al Presidente di “audire il Ris di Parma”: se c’è il delitto perfetto, quali sono i colpevoli? Questi non si trovano. Ci sono i fiancheggiatori, che sono le autorità di controllo, le banche centrali e le agenzie di rating, ci sono i mandanti, ossia le banche d’affari e i complici, però non si trova l’autore di questo delitto che mette in ginocchio l’economia sana degli Stati, anche dell’Italia. Molti imprenditori stanno soffrendo questa crisi, perché gli si tagliano i rubinetti del credito proprio nel momento in cui c’è maggior bisogno.

Quello che noi diciamo è: ribelliamoci alle banche se ci chiedono il rientro dell’affidamento con un preavviso di 24 ore. In questo momento non subiamo! Perché se il governo fa il decreto “Salva-Banche”, e impegna 40-60 miliardi di euro che andranno, come con l’Alitalia, sulle spalle dei contribuenti, ed emetteranno titoli pubblici per aumentare la grande mole del debito pubblico, che sono 1650 miliardi di euro, 28 mila euro ogni abitante, se si salvano le banche bisogna salvare anche le imprese e le famiglie. Il governo dovrebbe anche vigilare le banche, che non si fidano di loro stesse e hanno la pretesa che gli utenti, i consumatori e le piccole medie imprese si fidino di loro. Non si fidano di loro stesse, non prestano soldi neanche nel mercato interbancario, e preferiscono alimentare un fondo della BCE ad un tasso d’interesse inferiore di un punto e mezzo piuttosto che offrire capitale di rischio.

Come Italia dei Valori lo ripetiamo: è una vergogna. Abbiamo posto un atto d’accusa contro le autorità vigilanti alla Commissione finanze, e continueremo a difendere i diritti. L’appello che lanciamo, sia ai mutuatari, a chi ci ascolta, e alle piccole medie imprese, perché la Fiat non ha bisogno di aiuti ne raccomandazioni: ribelliamoci al potere delle banche, ribelliamoci alla dittatura di un sistema bancario che non ha molta differenza con il sistema mafioso.

Tre milioni e duecentomila famiglie, indebitate a tasso variabile, sono strozzati dalle banche. I tassi d’interesse sono troppo alti: rispetto al tasso IBOR è più alto di un punto, rispetto a quello della BCE è più alto di un punto e quindici. Stanno aumentando pignoramenti ed esecuzioni immobiliari in tutti i tribunali con punte dal 39 per cento.

Questo governo che salva le banche, che fa i decreti scritti sotto la loro diretta dettatura, si dovrebbe vergognare perché non sta facendo nulla ne per le piccole medie imprese ne per le famiglie che né avrebbero un urgente bisogno.

NOSTRO COMMENTO:Va bene il Governo si VERGOGNA! DIVENTA FINANCHE ROSSO! Cosa abbiamo risolto! Niente! Come prima e peggio di prima! Bisogna, invece, operare non a parole COME: CHE SCHIFO! Noi lo abbiamo detto! Lo abbiamo segnalato Noi! Ed altre frasi di parata. Con questo le famiglie erano e continuano ad essere povere. Qualcuno legge, s’incazza, quando finisce l’incazzatura si dimentica di tutto. E il Governo che fa? Sorride! Tanto a Noi non ce ne frega niente di quello che dite. Allora! Allora bisogna essere operativi: FATTI! NON PAROLE! Di belle frasi, terapie e discorsi di circostanza, gli ITALIANI ne abbiamo le palle piene. Voi dell’IDV CHE STATE CONDUCENDO UN’OPPOSIZIONE TOSTA. PASSATE ALLA FASE OPERATIVA Basta con la CRITICA X LA CRITICA ad ogni INIZIATIVA della maggioranza! ALLA FINE STUFA! Muovete le piazze! COME AVETE FATTO A PIAZZA NAVONA! ORGANIZZATE ANCORA INCONTRI IN PIAZZA ! Ma basta con queste segnalazioni di cordoglio e rimedi da PRIMI DELLA CLASSE. La gente se ne FOTTE! La gente non ha lavoro. Percepisce bassi salari. Non arriva alla fine del mese se non indebitandosi. AttivateVi a far aumentare i salari. Abbassare le tasse (IRPEF). Detassare le pensioni adeguandole al costo della vita. Le pensioni sono ferme da secoli! Le imprese ne trarranno beneficio: altrimenti sarà il fallimento totale. Queste sono le PRIORITA’ Non l’Alitalia, le intercettazioni, la separazione delle carriere. Sono anche questi argomentazioni importanti ma non PRIORITARI. Quello che voglio dire è di passare dalle parole ai fatti. Non vi pare?

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Categorie:Politica

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