Italicum: cosa cambia dopo l’incontro Renzi – Berlusconi? I punti salienti della riforma elettorale

Italicum: cosa cambia dopo l’incontro Renzi – Berlusconi? I punti salienti della riforma elettorale

di Vittoria Patanè | 15 Novembre 2014

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Ecco i cambiamenti più significati apportati dopo all’Italicum dopo l’incontro tra il Premier Renzi e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi

L’Italicum arriva, anzi no, anzi forse, anzi sì. La legge elettorale ha subito l’ennesma modifica dopo l’ultimo incontro la il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. I due esponenti politici hanno trovato un accordo e hanno rinsaldato l’ormai celeberrimo Patto del Nazareno.

Le novità più importanti riguardano senza dubbio il ritorno delle preferenze e l’innalzamento della soglia per ottenere il premio di maggioranza. Ma vediamo punto per punto cosa prevede il nuovo Italicum.

Italicum
L’Italicum è un sistema elettorali di tipo proporzionale che prevede 100 grandi collegi che potranno elegger in media 6-7 parlamentari. Rispetto alla versione iniziale del testo, il numero scende dunque di 20 unità (Precedentemente i collegi previsti erano 120).

Preferenze
Il capolista, scelto dalle varie segreterie, sarà “fisso”, mentre tutti gli altri parlamentari di ciascun collegio verranno eletti mediante le preferenze. Un cambiamento importante rispetto alla prima versione dell’Italicum, nel quale le preferenze erano state escluse, che va incontro alle richiesta del Nuovo Centrodestra.

Premio di Maggioranza
La soglia per accedere il primo di maggioranza (55% dei seggi) sale dal 37% della prima versione al 40% di oggi.Tale soglia assegnerà 340 deputati alla lista (non alla coalizione= vincitrice. Se nessuno riuscirà ad arrivare al 40%, scatterà un secondo turno che consentirà di assegnare il premio di maggioranza. Al secondo turno accedono i due partiti o coalizioni che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Soglia di sbarramento.
Si abbassa invece la soglia di sbarramento per i partiti non in coalizione che scende dal 4% al 3%. In questo modo “saranno evitati effetti distorsivi nella assegnazione dei seggi a ciascun partito“, assicurando allo stesso tempo rappresentanza parlamentare anche alle forze minori, come richiesto anche dalla sentenza della Consulta.

Quote rosa.
Par quanto riguarda le Quote Rosa volte ad assicurare la parità di genere all’interno del Parlamento non c’è ancora un’intesa definitiva. Berlusconi vorrebbe un 40%, Renzi un 50%.

 

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Categorie:Politica

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