Regionali, vince l’astensione. Ma Renzi fa finta di nulla.

Regionali, vince l’astensione. Ma Renzi fa finta di nulla

In Emilia Romagna ha votato appena il 37,67% degli aventi diritto, in Calabria il 44%. Il segretario del Pd fa finta di non vedere e canta vittoria: “In 9 mesi strappate quattro Regioni alla destra”

Raffaello Binelli – Lun, 24/11/2014

Fonte e link: http://www.ilgiornale.it/news/politica/elezioni-regionali-emilia-romagna-e-calabria-1069981.html

I dati delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria parlano chiaro: ha stravinto l’astensione. A votare, infatti, sono stati il 40% degli aventi diritto dei quasi 5 milioni e mezzo di persone chiamate alle urne.

In Emilia Romagna appena il 37,67% (alle ultime Europee 69,98%). È andata meglio in Calabria: 44,07%. 

Il centrosinistra vince in entrambe le regioni. In Emilia Romagna Stefano Bonaccini raccoglie il 49,04% dei voti, mentre il candidato del centrodestra, Alan Fabbri, si ferma al 29,85%. Al terzo posto, ma con un forte distacco, la grillina Giulia Gibertoni, con il 13,30% dei voti; Maria Cristina Quintavalla (L’Altra Emilia Romagna) al 4%. Percentuali a prefisso telefonico per gli altri due sfidanti: Alessandro Rondoni (Udc-Ncd) al 2,66%, Maurizio Mazzanti all’1,12%.

In Calabria (1819 sezioni su 2409) :

Mario Oliverio ha il 61,49% dei voti.

Wanda Ferro (FI) prende il 23,59%

Nico D’Ascola (Ncd – FdI) si attesta all’8,67%.

M5S Cono Cantelmi al 4,82%

Domenico Gattuso (L’Altra Calabria) all’1,37%.

Canta vittoria Matteo Renzi, che ignora il dilagare del non voto – soprattutto nella Regione “più rossa” d’Italia – e gongola: “Male l’affluenza, bene il risultato”, scrive su Twitter, “Due a zero netto con quattro regioni su quattro strappate alla destra in nove mesi. La Lega asfalta Forza Italia e Grillo. Pd sopra il 40 per cento”. Ma il 40% del 40% non è certo rappresentativo del Paese.

Ecco tutti gli sfidanti

In Emilia Romagna i candidati alla presidenza erano: Stefano Bonaccini (Pd), sostenuto da una coalizione di centrosinistra (compresa Sel); Alan Fabbri (Lega), appoggiato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord; Giulia Gibertoni (Movimento 5 Stelle); Maurizio Mazzanti, sostenuto dalla lista civica “Liberi Cittadini”; Cristina Quintavalla corre per la lista “L’Altra Emilia-Romagna”; Alessandro Rondoni è il candidato di Ncd, Udc ed Emilia Romagna Popolare.

In Calabria in lizza per la poltrona di presidente sono: Wanda Ferro, sostenuta da Forza Italia e Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale; Mario Oliverio, per il centrosinistra; Cono Cantelmi, sostenuto dal Movimento 5 Stelle; Nico D’Ascola per Nuovo centrodestra e Udc; Domenico Gattuso, de “L’Altra Calabria”, con un logo che richiama “L’altra Europa di Tsipras” delle ultime elezioni europee.

Cosa c’è in gioco

Il Pd, convinto di portare a casa il risultato in entrambe le regioni, per evitare sorprese mette le mani avanti: “Le elezioni regionali non sono un referendum sul governo – ha detto il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi -. Ovviamente io credo che finirà con una vittoria del Pd, in entrambi i casi. Ma staremo a vedere. Vedremo stasera”. Insomma, sembra sottolineare la Boschi, Renzi non è candidato, e nemmeno il suo governo. Anche se appena saputi i risultati Renzi esulta. 

Il “non voto” era molto temuto dai democratici, specie in Emilia Romagna, storica roccaforte rossa. La campagna elettorale è stata molto fiacca, gli unici due momenti in cui si è destato l’interesse (o la morbosa curiosità) dei cittadini sono stati questi: lo scandalo per lo scontrino del sex toy comparso nei rimborsi di una consigliera Pd, e l’aggressione a Salvini, avvenuta fuori dal campo rom di Bologna. Il segretario della Lega spera di fare il pieno di voti, per cercare di lanciare un’Opa nel centrodestra (almeno ci spera). Il Movimento 5 Stelle, invece, teme di veder franare larga parte dei propri consensi e Grillo, poco prima del voto, ha tenuto un profilo bassissimo. In Calabria il candidato della sinistra, Oliverio, ha imbarcato ben otto liste e subito dopo le elezioni potrebbe aprire agli alfaniani.

IL NOSTRO COMMENTO: Matteo Renzi ha molto poco da cantare vittoria! Non ha vinto il PD! Ha vinto l’Astensionismo! Il 37,67% in Emilia ed il 44% in Calabria sono cifre semplicemente vergognose! Renzi dovrebbe dimettersi immediatamente! In Calabria il Centro destra paga in termini di voti la politica distruttiva che ha costretto al Commissariamento il Comune di Reggio Calabria e la condanna del Governatore Scopelliti. Dal Fatto Quotidiano si riporta: “Una voragine nei conti del Comune di Reggio Calabria di cui lui, secondo l’accusa, era consapevole. Il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, ora esponente di spicco del Nuovo centrodestra ed ex Pdl, è stato condannato, come ex sindaco di Reggio Calabria, a 6 anni di reclusione. Al centro le autoliquidazioni dell’ex dirigente comunale Orsola Fallara, suicidatasi nel 2010, dopo aver misteriosamente ingerito dell’acido muriatico. Il pubblico ministero, Sara Ombra aveva chiesto cinque anni con le accuse di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Scopelliti è stato condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici ed al pagamento di una provvisionale di 120mila euro. I giudici del Tribunale di Reggio Calabria hanno emesso la sentenza poco dopo le 20. Al momento della lettura del dispositivo, Scopelliti non era in aula. Il tribunale ha anche condannato per falso a tre anni e sei mesi di reclusione ciascuno gli ex revisori dei conti Carmelo Stracuzi, Domenico D’Amico e Ruggero De Medici. “Siamo ovviamente delusi dall’esito del processo, aspettiamo le motivazioni della sentenza”, ha detto uno dei difensori di Scopelliti, l’avvocato Aldo Labate……..Il processo è durato quasi un anno e mezzo e ha avuto origine dalle autoliquidazioni che, secondo la procura, aveva fatto l’ex dirigente dell’Ufficio finanze del Comune Orsola Fallara, suicidatasi nel 2010. Le parcelle che Orsola Fallara si liquidò, per un importo di 750mila euro, erano da mettere in relazione al suo incarico di rappresentante del Comune nella Commissione tributaria. L’inchiesta, avviata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria nell’ottobre del 2011, si è poi estesa e la Procura reggina ha disposto una serie di accertamenti tecnici sui conti del Comune dai quali sono emerse una serie di irregolarità nei bilanci dell’ente dal 2008 al 2010 pari a 170 milioni dei cui parlano gli ispettori del ministero dell’Economia per il disavanzo maturato tra il 2006 e il 2010. Della vicenda si sono occupati anche gli ispettori generali delle Finanze. Nel luglio del 2012 è stato disposto il rinvio a giudizio degli imputati, mentre il dibattimento ha avuto inizio il 7 novembre del 2012. Nel corso delle udienze sono stati sentiti numerosi testimoni dell’accusa e della difesa. Scopelliti, nel corso del suo interrogatorio, aveva riferito ai giudici che il 2 novembre del 2009 chiese conto alla Fallara delle autoliquidazioni delle parcelle e la funzionaria gli disse: “Mi vergogno, ma è tutto vero“. Da quel momento i “nostri rapporti – aveva detto Scopelliti ai giudici – si interruppero”.

Questi fatti hanno inciso in modo determinante alla sconfitta del Centro destra e di FI alle elezioni Comunali e Regionali della Calabria.

Per quanto riguarda il Comune di Reggio Calabria spetterà al nuovo Sindaco, Giuseppe Falcomatà, rimettere a posto il Bilancio deficitario del Comune ed amministrare la nuova Città Metropolitana (anche con i fondi Europei.. ) in modo onesto ed oculato. Siamo sicuri che ci riuscirà, nonostante, appartenga ad un partito come il PD che, ormai, da tempo, ha perso la propria identità dilaniato al suo interno da tante correnti d’aria che quelle dello Stretto di Messina non sono altro che dei semplici rivoli. Facciamo i Nostri migliori auguri al neo Sindaco eletto – a stragrande maggioranza – a  Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà,  perchè riteniamo sia persona onesta, capace ed animata da spirito giovanile che occorre per dare un forte spinta in avanti a questa città non certamente facile governare.

Al Centro destra e FI non resta altro che leccarsi le ferite e recitare il mea culpa per la politica dissennata e rovinosa condotta fino ad oggi.

I cittadini sono schifati dei politici e della politica in generale. Il grande astensionismo ne è una prova lampante. La politica (se ci riesce!) deve recuperare la fiducia dei propri elettori. Bisogna smetterla di prendere per il culo il cittadino che da fiducia al politico.

Noi non apparteniamo a nessun schieramento politico perché non crediamo nella politica che consideriamo solo come un compromesso con se stessi e verso gli altri e totalmente incapace di risolvere ed affrontare i problemi dei cittadini (Salvo qualche rara eccezione!) Ma Noi ormai abbiamo fatto il Nostro tempo! Siamo per così dire “arrugginiti e metallizzati” Largo ai giovani ai quali raccomandiamo di non anteporre mai agli interessi generali i propri interessi personali. A Matteo Renzi gli diamo solo un consiglio: Dimettersi immediatamente! Prima che faccia la fine dei suoi compagni di cordata (Prodi, Letta,..) e Monti Mario. Gli elettori non gli perdoneranno mai di aver fatto il “Patto del Nazareno” proprio con Berlusconi che è stato la rovina dell’Italia.

LEGGI ANCHE:

IL PARTITO DELL’ASTENSIONE

Fonte e link: http://www.beppegrillo.it/2014/11/il_partito_dellastensione.html?s=n2014-11-24

In Emilia Romagna ha vinto l’astensionismo, il rigetto del cittadino per la politica. In una regione in cui chi compra con i soldi pubblici un vibratore (o si fa spesare lo scontrino per andare a pisciare in un Autogrill e non se ne vergogna) dove si torna a votare non per scadenza elettorale, ma perchè il presidente di Regione Errani è stato condannato, votare, anche turandosi il naso, è dura. La puzza è troppa, in particolare quella piddina. Ora c’è il solito gioco di chi ha vinto e di chi ha perso. Si può dire tranquillamente che con questo livello di astensionismo ha perso la democrazia. I cittadini non hanno più fiducia nei partiti, tanto, comunque fanno quello che vogliono: dall’abolizione del voto popolare al Senato che diventerà affollato (più dell’ora d’aria del carcere di Opera) di inquisiti e condannati regionali mai eletti da nessuno all’abolizione dell’articolo 18. Il voto è una delega in bianco che l’elettore non vuole più dare. Questa è l’analisi della consultazione di ieri. Neppure il bombardamento mediatico di Renzie puo’ nulla contro la realtà quotidiana che è sotto gli occhi degli italiani.

E ora compariamo i dati delle regionali 2010 con quelli delle regionali 2014. Un dato per tutti: l’astensionismo non ha colpito il M5S.

Quattro anni fa votò il 68,06%, ieri il 37,67% degli elettori (a proposito Renzie e Berlusconi vogliono un Senato di nominati dalle Regioni eletti da così pochi cittadini?)

Il MoVimento 5 Stelle nel 2010 raccolse il 6% pari a 126.619 voti eleggendo due consiglieri, ieri ha aumentato i consensi in termini assoluti con 159.456 voti (13,2%) pari a cinque consiglieri con una campagna elettorale costata poche migliaia di euro a fronte delle centinaia di migliaia di euro degli altri partiti e senza l’aiutino dei media.

Decimata Forza Italia che da 518.108 voti (24,5%) passa a 100.478 voti (8,36%) con due soli consiglieri.

La Lega perde 55.162 voti: in termini assoluti è passata da 288.601 voti del 2010 (13,6%) a 233.439 voti (19%).

Il Partito Democratico perde 322.504 voti: è passato da 857.613 voti del 2010 (40,64%) a 535.109 (44,52%). I numeri non sono opinioni tranne che per il Giornale .

 

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Categorie:Politica

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