Sciogliete il Consiglio Comunale di Roma per mafia!

Mafia Capitale, rubato pc da un ufficio coinvolto nell’inchiesta

Due persone sarebbero entrate negli uffici del Servizio Giardini, diretto da Claudio Turella arrestato nel blitz. Nell’inchiesta una parte importante del giro di affari della “cupola” era proprio sulla cura del verde pubblico. Telecamere fuori uso da qualche giorno

di F. Q. | 5 dicembre 2014

Fonte e link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/05/mafia-capitale-rubato-pc-ufficio-coinvolto-nellinchiesta/1252499/

Rubato un pc negli uffici del Comune di Roma, a pochi giorni dal terremoto provocato dalla maxi inchiesta Mondo di Mezzo. Nella notte tra giovedì e venerdì (5 dicembre), intorno alle 3, due uomini si sono intrufolati all’interno del Dipartimento Tutela Ambientale-Protezione Civile di Roma Capitale, in piazzale Metronio, dove ha sede anche l’Ufficio del Servizio Giardini, diretto da Claudio Turella arrestato nel blitz. I due hanno rotto una finestra della stanza del direttore, hanno messo a soqquadro tutti i locali e hanno portato via un pc in uso agli uffici della Protezione civile.

I due sarebbero stati messi in fuga dal personale in servizio di notte. Gli operatori, però, non avrebbero immediatamente intuito che i due uomini fossero dei ladri e l’allarme è stato dato solo stamattina da dipendenti del Servizio Giardini. Nello stanzino in cui si trovava il pc portatile rubato c’era anche una webcam che non è stata presa. Secondo quanto si è appreso da fonti investigative, tutta la documentazione utile all’inchiesta sulla Mafia Capitale che si trovava negli uffici del Servizio Giardini sarebbe stata già precedentemente sequestrata. Ma nessuna telecamera avrebbe ripreso i ladri mentre escono o scappano dagli uffici. Perché – e qui spunta un altro dettaglio anomalo – da qualche giorno le telecamere di videosorveglianza dell’edificio sono fuori uso. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia piazza Dante. Sul posto per i rilievi i militari del Nucleo investigativo di via in Selci che ipotizzano un collegamento con la maxi operazione.

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Perché quello avvenuto negli uffici del Comune di Roma è uno strano furto che arriva a poche ore di distanza dall’inchiesta del Ros e della procura capitolina contro le presunte infiltrazioni mafiose in Campidoglio. E in una struttura coinvolta nell’inchiesta, visto che una parte importante del giro di affari della banda di Massimo Carminati ruotava attorno proprio alla cura del verde cittadino. Proprio per questo l’assessore all’Ambiente di Roma Estella Marino ha annunciato che “in via di autotutela dell’amministrazione abbiamo impartito disposizione di sospendere tutte le gare in corso del Servizi Giardini di Roma Capitale in attesa delle eventuali ed ulteriori determinazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e della Prefettura”. Tra i 37 arrestati, infatti, compare anche Turella, responsabile del servizio programmazione e gestione verde pubblico, che – secondo i pm – avrebbe richiesto “ai competenti organi della Giunta Comunale di orientare la destinazione di risorse economiche in bilancio in settori cui erano interessati soggetti economici riconducibili al Buzzi”. Salvatore Buzzi, gestore di una rete di cooperative che spaziano dalla raccolta dei rifiuti, alla manutenzione del verde pubblico, fino all’accoglienza di profughi e rifugiati, e – secondo gli inquirenti – perno dell’organizzazione capeggiata dall’ex Nar ed ex banda della Magliana. Non solo: Turella avrebbe anche pilotato un appalto per la sistemazione del verde pubblico in favore di una delle cooperative dello stesso Buzzi, in cambio di 40 mila euro.

Ma Turella – annotano i magistrati nelle pagine dell’ordinanza – avrebbe favorito l’organizzazione di Carminati, che si presentava con il volto di Buzzi, anche durante l’emergenza maltempo. “A proposito della determinazione dell’ammontare del corrispettivo per la manutenzione delle piste ciclabili – si legge – originariamente previsto in 800mila euro al lordo di Iva, il Turella si sarebbe attivato a trasformare l’originaria previsione in 800mila euro al netto di Iva”, in modo da aumentare lo stanziamento.

Mafia Capitale, Renzi: “Uno schifo”. Marino: “Giunta con M5S”. Rissa in Campidoglio

Il premier auspica processi veloci. Berlusconi chiede lo scioglimento del consiglio comunale. Il presidente del Senato, Grasso: “Ci sono i presupposti per l’ipotesi dell’aggregazione mafiosa”. Alfano: “Punire i colpevoli, ma Roma è una città sana”. Di Battista, M5S: “Marino vada a casa”

Fonte e link: http://www.repubblica.it/politica/2014/12/05/news/mafia_capitale_grasso_per_sciogliere_un_comune_ci_vuole_ben_altro-102173352/

Matteo Renzi  ROMA – “Quello che emerge dalle indagini in queste ore fa letteralmente schifo. Un sistema di potere corrotto, denari ai politici e non solo. Vale come sempre la presunzione di innocenza per tutti. Ma vale anche l’auspicio che si faccia presto a fare i processi. Perchè abbiamo il diritto di sapere chi ha rubato”. E’ il commento del presidente del consiglio, Matteo Renzi, dopo gli sviluppi dell’inchiesta “Mondo di mezzo”. Che conferma la sua “fiducia” nel sindaco: “Non consentiremo, insieme al sindaco e a tutti i cittadini onesti, che sia accostata a fenomeni squallidi come corruzione e disonestà”. Ma la tensione, ora dopo ora, non accenna a diminuire: scoppia una rissa al Consiglio Comunale di Roma. E i parlamentari Cinque Stelle occupano la sala Giulio Cesare del Campidoglio.

Renzi, “non sono tutti uguali”. Il presidente del Consiglio distingue: “Mi spiace che qualcuno tenti di far passare il messaggio che sono tutti uguali. Per me no: in Italia ci sono migliaia di persone per bene che ci rendono orgogliosi di essere italiani”. Poi ritorna su uno dei temi al centro della sua azione di governo, la lotta contro la corruzione. “Siamo stati noi a far partire il lavoro dell’Autorità Anti Corruzione di Raffaele Cantone (a proposito: non l’ha scritto nessuno, ma proprio in queste ore è stato commissariato il Mose di Venezia). Ma anche per questo credo che vada respinto con forza il tentativo di mettere tutti sullo stesso piano”.

Gli scandali servono: ben vengano le indagini. E il premier, dopo aver affermato di essere “un garantista puro” continua: “Se ci raccontiamo che l’Italia è uno dei paesi con il più alto tasso di corruzione in Europa, poi non ci dobbiamo sorprendere quando si scoperchia il malaffare. Ben vengano gli scandali, dunque. Sì, avete letto bene: oportet ut scandala eveniant dicevano i romani”. Ancora: “Più vengono fuori questi scandali, dall’Expo al Mose fino a Roma, più sarà chiaro che questa è la volta buona in cui non si fanno sconti a nessuno. Nessun giudizio anticipato, ma nessuno sconto: questo è l’impegno del Pd”.

La proposta di Marino. E proprio dal sindaco della Capitale, Ignazio Marino, arriva la proposta di una giunta “di salute pubblica” aperta anche al Movimento 5 Stelle. Il primo cittadino di Roma commenta così la proposta lanciata da Francesco Rutelli: “è una strada condivisivile, non so se loro sono disponibili ma certo serve un insieme di persone al di sopra di ogni sospetto”.

Di Battista: “Marino vada a casa”. E Alessandro Di Battista, membro del direttorio a Cinque Stelle, replica: “Marino se ne vada, chiuda una pessima carriera e non pensi di rinnovare la presidenza del consiglio comunale con le stesse persone. Perchè se i romani si incazzano, questi rischiano grosso”.

La rissa e l’occupazione. In Campidoglio scoppia la rissa durante la seduta tra alcuni simpatizzanti della Lega e del centrodestra venuti ad assistere alla riunione. Mentre in scena irrompono gli attivisti del movimento 5 stelle al grido di ‘fuori la mafia dallo Stato’, alcuni contestatori del centrodestra e del Carroccio battibeccano tra loro. Alla fine si arriva alle mani, volano calci, schiaffi, pugni e alcuni vigili urbani sono costretti a intervenire. Subito dopo i parlamentari e gli attivisti del Movimento 5 stelle occupano l’Aula Giulio Cesare del Campidoglio. Poi la protesta all’esterno della sede del comune.

Forza Italia, intanto, gioca la carta del ritorno al voto dei romani. Lo chiede il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi: “Ritengo che di fronte alla situazione che sta emergendo nell’inchiesta sulla gestione del Comune di Roma – ha spiegato Berlusconi – le forze politiche debbano reagire con determinazione ed urgenza. Sono convinto che l’unica soluzione accettabile sia quella di uno scioglimento immediato del consiglio comunale procedendo conseguentemente all’immediata convocazione di nuove elezioni per la città di Roma”. L’ex cavaliere sostiene anche che le altre ipotesi, compresa quella del commissariamento, non sono “nè adeguate nè percorribili” e chiede che le forze politiche diano un segnale “non ricandidando tutti coloro che sono coinvolti, a qualsiasi livello, in questa vicenda”.

L’ipotesi di nuove elezioni era stata lanciata in mattinata anche dal leader della Lega Nord Matteo Salvini, il quale ha affermato che, qualora si vada ad elezioni nella Capitale, la Lega è pronta a presentare un suo candidato sindaco: “Sarà un cittadino romano, ci stiamo lavorando”. “Se volete sapere la verità – ha spiegato il leader del Carroccio – me lo chiedono i romani stessi: hanno provato di tutto, prima sinistra poi destra adesso ancora sinistra. Un sindaco della Lega a Roma potrebbe essere la soluzione e fare la differenza”.

L’ipotesi commissariamento continua a dividere le forze politiche. Frena il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Il commissariamento del Comune è un procedimento molto complesso e bisogna andarci con i piedi di piombo – ha detto Alfano  – Non si annuncia un commissariamento, anche perchè il sindaco Marino non è coinvolto da queste vicende e Roma è una città sana. Non è marcia” e ha spiegato: “L’attitudine del governo non è quella di punire una città ma quella di aiutare forze dell’ordine e magistratura a fare si che si puniscano i colpevoli”. Poi l’affondo contro la corruzione che danneggia in primis i “politici onesti”: “Ci sono tanti ambiti di ruberie che stanno venendo fuori e invitiamo la magistratura a ripulire dal marcio ovunque il marcio si trovi, senza guardare in faccia nessuno”.

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di R. Saviano

Intanto, a due giorni dalla maxi retata della procura di Roma che ha portato all’arresto di 37 persone e ad oltre 100 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”, svelando l’intreccio tra mafia e politica all’ombra del Colosseo, non si ferma l’azione condotta dal procuratore Giuseppe Pignatone: ieri è stato arrestato uno de boss latitanti, Giovanni De Carlo, mentre venivano rese pubbliche le immagini della cattura del boss ex Nar Massimo Carminati (video). La notte scorsa si è verificato il furto di un pc dagli uffici della Protezione Civile comunale e uomini si sarebbero introdotti negli uffici edifici che ospitano il Servizio Giardini. Un evento che potrebbe essere legato all’inchiesta.

Dagli interrogatori di garanzia in corso arrivano le prime ammissioni: sono quelle della segretaria di Salvatore Buzzi, a capo della cooperativa 29 giugno, la donna che gestiva il libro mastro in cui erano annotate tutte le donazioni illecite del sodalizio criminale. Ed è polemica per una foto che ritrae il sindaco di Roma Ignazio Marino proprio con Salvatore Buzzi. Oggi è arrivato il chiarimento del primo cittadino: “Come ho già spiegato in altre occasioni ho visitato la cooperativa 29 giugno per il reinserimento sociale durante la campagna elettorale” ma sottolinea che “con lui non ho avuto conversazioni di lavoro né quel giorno né mai”.

Grasso e Boldrini sull’inchiesta. Sulla nuova mafia romana sono intervenuti oggi i presidenti dei due rami del Parlamento: prima è stato il turno del presidente del Senato Pietro Grasso: “Ci sono tutti i presupposti per l’aggregazione mafiosa ha detto – Ormai il fine di far profitto ad ogni costo ha superato qualsiasi rito tradizionale di iniziazione della mafia, come la famosa ‘punciuta’”.

Grasso tuttavia non crede alla possibilità di scioglimento del Comune di Roma, un’ipotesi che è al vaglio del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro che al momento non l’ha esclusa: “Il Comune di Roma – afferma Grasso – è assolutamente al di fuori di queste tematiche, soltanto alcuni sono coinvolti. Per sciogliere un Comune ci vuole ben altro”. Per Pietro Grasso è “certamente” e ragionevolmente possibile che le segreterie nazionali di partito non sapessero dei fatti della maxi inchiesta romana “perchè i collaboratori sono quelli che fanno il lavoro operativo” anche se “è chiaro è che a livello locale ritengo necessario che tutti i partiti seguano con attenzione lo sviluppo delle indagini e agiscano rapidamente per ripulire i loro quadri dirigenti e i loro collaboratori”.  Tuttavia, osserva, “non bisogna meravigliarsi. La mia esperienza con la mafia siciliana mi insegna che per determinate operazioni è necessario coinvolgere tutti gli interessi per gestire gli affari sulla base di omertà, fedeltà e complicità”.

IL NOSTRO COMMENTO: Dopo che accadono le cose si cerca di correre ai ripari. E’ un vero schifo! Caro Presidente Renzi, qui non si tratta di essere più o meno garantisti. Tutti lo siamo! Ne di sperare – secondo me inutilmente – che ci possano essere processi veloci. A memoria d’uomo non è mai accaduto! Si tratta solo di non mettere toppe sulle ferite e di non fare i furbetti del quartiere. Lei sa meglio di me che, nel caso di specie, si ha da fare con gente indagata che, purtroppo, amministra la cosa pubblica. Questa gente avrebbe dovuto avere la decenza e la sensibilità di dimettersi spontaneamente allorquando ha appreso di essere indagata. Invece alcuni si sono già dichiarati innocenti e pretendono, come al solito, la solidarietà dei partiti. Siccome questa sensibilità non c’è stata allora bisogna sciogliere d’urgenza il Consiglio Comunale di Roma per mafia, proprio per non alimentare il sospetto che si voglia continuare lo stesso nell’attesa di una sentenza definitiva (Cassazione) che mai potrà essere resa prima di un decennio. Nell’attesa cosa vuole fare? Secondo Noi si deve fare – senza indugio – una sola cosa: “SCIOGLIERE IL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA PER MAFIA Tutto il resto sono: poesia, minchiate e prese per il culo! Però una domanda ce la dobbiamo fare. Marino è stato eletto sindaco il 12 giugno 2013. Tutto questo terremoto giudiziario è venuto a galla solo oggi. Ma il Sindaco Marino come mai non si è accorto di nulla? Insomma dove viveva il Sindaco Marino per ignorare e non segnalare a chi di dovere tutta questa mafiosità che si annidava nel Comune di Roma chissà da quanto tempo? Che ce lo spieghi il Sindaco Marino!

 

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Categorie:Politica

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