Votata in Senato la legge di stabilità: una vera vergogna!

Governo Renzi in TILT, Vacciano: “state mettendo la fiducia su Topolino”

Fonte e link: Senato Cinque Stelle
Pubblicato il 19 dic 2014
L’intervento della portavoce M5S al Senato Laura Bottici e Giuseppe Vacciano nel corso della seduta del 18 dicembre 2014 sui i disegni di legge di stabilità (ddl 1698) e di bilancio (A.S. 1699)Segui Senato Cinque Stelle su:
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Stabilità, dai fondi pensione ai centri scommesse ecco i “salvati” in extremis

Fonte e link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/20/stabilita-dai-fondi-pensione-centri-scommesse-i-salvati-in-extremis/1291204/

Rispetto al testo originario della manovra il maxiemendamento del governo contiene norme che “graziano” i patronati, le Poste e le fondazioni bancarie ma anche i proprietari di casa, che nel 2015 non si vedranno aumentare la Tasi. Durante l’iter parlamentare sono spuntate poi risorse aggiuntive per il sociale, la scuola e la sanità. Anche se sul Ssn resta la spada di Damocle dei tagli miliardari imposti alle Regioni

di F. Q. | 20 dicembre 2014

Dalla sanatoria per i centri scommesse non autorizzati al credito di imposta per società senza dipendenti, casse previdenziali e fondi pensione, che incassano questa compensazione a fronte del previsto aumento delle tasse. Durante la lunga traversata tra il 23 ottobre, quando il testo del disegno di legge di Stabilità è stato reso pubblico (una settimana dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri), e il voto di fiducia del Senato arrivato tra le proteste dell’opposizione nella notte tra il 19 e il 20 dicembre, la manovra è stata oggetto di innumerevoli limature ma anche modifiche sostanziali. Molte delle quali hanno salvato in extremis alcune categorie, riducendo l’impatto negativo degli aggravi fiscali o stanziando risorse aggiuntive. Nonostante il premier Matteo Renzi abbia rivendicato di aver “stoppato l’assalto alla diligenza“, nel maxiemendamento con 755 commi che ha ricevuto l’ok di Palazzo Madama non mancano poi alcune “norme mancia”. Dai “soliti” fondi per l’autotrasporto – 250 milioni per il prossimo anno – all’aiutino per i concessionari di giochi pubblici che hanno visto scendere la raccolta: quello che il MoVimento 5 Stelle aveva bollato come “emendamento ad aziendam” per la Sisal è sopravvissuto nel testo finale presentato dal governo. E restano anche le semplificazioni autorizzative per i depositi di idrocarburi, previsione che era contenuta in una delle proposte di modifica definite “marchette sempre dai parlamentari grillini. Ecco nel dettaglio chi ha ottenuto, rispetto alla versione iniziale della Stabilità, una riduzione dei “sacrifici” o un vantaggio insperato.

Regime fiscale agevolato per i freelance che guadagnano nel complesso meno di 20mila euro l’anno 

Casse previdenziali, fondi pensione e fondazioni bancarie erano saliti sulle barricate contro l’aumento delle tasse a loro carico previsto nel testo originario della Stabilità. Se le proteste non sono bastate per ottenere una marcia indietro del governo, in compenso nel maxiemendamento è spuntato un credito di imposta di ammontare variabile a seconda della natura dell’ente e condizionato all’investimento di una somma corrispondente al risparmio fiscale in progetti infrastrutturali. In particolare le casse dei professionisti, che si vedranno tassare con un’aliquota del 26% contro il 20% attuale, potranno inserire nella dichiarazione dei redditi un credito del 6% che di fatto “sterilizza” l’aggravio, mentre i fondi pensione, per i quali il conto del fisco salirà dall’11,5 al 20%, saranno graziati nella misura del 9 per cento. La compensazione scatterà dal 2016 e l’onere complessivo previsto per le casse dello Stato è di 80 milioni di euro. Quanto alle fondazioni bancarie, soggette a una pesante stangata – la base imponibile passa retroattivamente, dal gennaio 2014, dal 5 al 77,74% – avranno un credito pari alla maggiore imposta dovuta, ma solo per quest’anno e spendibile dal 2016.

Congelata la Tasi: l’anno prossimo i Comuni non potranno aumentare l’aliquota. Fermo anche il canone Rai

Buoni acquisto per le famiglie e stop a aumenti delle tasse sulla casa. Ma slitta local tax – Per il “popolo del mattone” – circa l’80% delle famiglie italiane – arriva l’auspicato tetto alla Tasi. La legge istitutiva dell’imposta sulla prima casa consentiva ai Comuni, dal 2015, di alzare la relativa aliquota dall’attuale livello massimo del 2,5 per mille fino al 6 per mille, ma la Stabilità congela l’aumento. Restano immutati anche il limite del 10,6 per mille come somma delle aliquote Imu e Tasi e la quota a carico degli inquilini, che continueranno a pagare, a seconda del Comune, tra il 10 e il 30% dell’importo. Insomma: niente impennata fiscale. In compenso i contribuenti dovranno continuare a destreggiarsi nel caos delle cifre, perché è rinviata a data da destinarsi la local tax, cioè il tributo unico che dovrebbe unificare tutta l’imposizione fiscale sugli immobili. Restando alle norme di sicuro interesse per i cittadini, poi, sfuma l’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica. E il governo ha deciso che l’anno prossimo anche questa imposta non potrà aumentare rispetto agli attuali 113,5 euro.

Le famiglie numerose avranno diritto a qualche aiuto in più. In aggiunta al bonus bebè, che rispetto alla prima versione andrà a beneficio di una platea un po’ più ristretta perché il tetto è stato limato a 25mila euro di reddito Isee, arrivano infatti 45 milioni sotto forma di buoni acquisto per i nuclei con più di quattro figli e un indicatore Isee non superiore a 8.500 euro annui.

Disoccupati e freelance accontentati a metà – Per i disoccupati, in attesa della revisione di ammortizzatori sociali, servizi per il lavoro e politiche attive, che verrà dettagliata nei decreti attuativi del Jobs Act, sono stati trovati 400 milioni aggiuntivi: la dotazione del fondo ad hoc istituito presso il ministero del Lavoro sale, per il 2015 e 2016, da 2 a 2,2 miliardi. Nel 2017 si torna invece a 2 miliardi, l’ammontare inserito nella prima versione del ddl. Ma l’ulteriore incremento di 400 milioni disposto da un emendamento presentato in commissione al Senato non è passato. I lavoratori freelance, che lamentavano di essere danneggiati dalla modifica del regime fiscale forfettario (“dei minimi“), ottengono poi una revisione della soglia di accesso all’imposta sostitutiva agevolata: potranno goderne tutti coloro che hanno redditi complessivi – da lavoro dipendente e assimilati e da incarichi a partita Iva – non superiori a 20mila euro. La prima versione della Stabilità abbassava invece la soglia a 15mila. Tuttavia l’aliquota sostitutiva resta, per tutti i professionisti e gli autonomi, più alta che in precedenza: dal prossimo 1 gennaio salirà dal 5 al 15 per cento.

Per le Regioni resta il taglio da 4 miliardi, ma mitigato da 1 miliardo di allentamento del Patto di stabilità e 100 milioni di contributo sui mutui

Regioni in bilico tra tagli e allentamento del Patto – Per gli enti locali rimangono tagli draconiani, che vengono però in qualche modo mitigati per tentare di ridurre l’impatto sui servizi ai cittadini. Dal 2015 al 2018 le Regioni dovranno fare i conti con una riduzione delle risorse a disposizione di 4 miliardi l’anno, di cui 3,4 da quelle a statuto ordinario e il resto da quelle “speciali”. In compenso i governatori ottengono un contributo di un miliardo per l’allentamento del Patto di stabilità e un contributo in conto interessi di 100 milioni di euro per il 2016 e il 2017 sui mutui e le operazioni di finanziamento attivate nel 2015. Resta da vedere, perché a deciderlo saranno i presidenti, quanto di questa sforbiciata si tradurrà in un “bisturi” sulle risorse destinate alla sanità, che costituisce circa l’80% delle uscite regionali. Nelle scorse settimane gli enti avevano ventilato un taglio di almeno un miliardo e mezzo a valere sul Fondo sanitario nazionale, fissato la scorsa estate a 112 miliardi per il 2015 e 115,4 per il 2016. In compenso il ministero della Salute ha spuntato un miliardo complessivo (spalmato su due anni) per l’acquisto di un nuovo superfarmaco contro l’epatite C, da cui sono affetti circa 1,5 milioni di italiani. Tornando alle regioni, il Piemonte, il cui bilancio è gravato da un buco di 2,3 miliardi, viene commissariato, ma sulla poltrona di commissario straordinario siederà lo stesso governatore Sergio Chiamparino. I dipendenti delle soppresse Province – per le quali resta la previsione di tagli per 1 miliardo di euro – verranno ricollocati in altri enti pubblici, ma solo per due anni. Mentre dal 2017 entreranno in mobilità. Quanto ai Comuni, che dovranno tagliare la spesa di 1,2 miliardi, per loro il contributo in conto interessi su operazioni di indebitamento sarà di 125 milioni per il 2016 e 100 milioni l’anno dal 2017 al 2020.

Ecco le novità per le imprese e le norme “ad aziendam” – Quanto all’Irap, la tassa più odiata dalle imprese, la novità degli ultimi giorni va in soccorso di tutti i soggetti che “non si avvalgono di lavoratori dipendenti“: per loro arriva un credito di imposta del 10%. L’obiettivo è mitigare l’effetto del ripristino delle aliquote che erano state ridotte con il decreto Irpef. Il governo, avendo introdotto nella Stabilità la deducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile, ha fatto dietrofront sul taglio riportando l’aliquota ordinaria dal 3,9 al 3,5%, con effetto retroattivo. Una beffa per autonomi, artigiani e piccole società senza lavoratori dipendenti, che non avrebbero potuto beneficiare della deduzione. Di qui la decisione di compensare l’aumento con uno sgravio.

Le aziende spuntano poi una dotazione di 220 milioni di euro spalmati su tre anni per il piano straordinario per il made in Italy messo a punto dal ministero dello Sviluppo, che non risultava finanziato nella versione della Stabilità uscita dal Cdm di ottobre. E il governo ha concesso anche l’auspicata proroga a tutto il 2015 della compensazione dei debiti fiscali con i crediti commerciali vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione.

I centri scommesse non autorizzati potranno regolarizzare la propria posizione versando 10mila euro

Il banco vince a metà. Per il settore del gioco arriva una sanatoria che consentirà ai Centri trasmissione dati non autorizzati (in Italia, secondo la relazione tecnica, sono 7mila) di regolarizzare la propria posizione “autodenunciandosi” all’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio 2015 e versando subito 10mila euro e poi, in due rate, le tasse dovute per i periodi di imposta precedenti. Ma solo quelle “per le quali non è ancora scaduto il termine di decadenza per l’accertamento”. I concessionari incassano poi lo stop al previsto aumento del 4% del Prelievo erariale unico su slotmachines e videolotteries che avrebbe dovuto scattare dall’1 aprile 2015. E quelli che negli ultimi tre anni hanno registrato perdite, a livello di raccolta, superiori al 15%, potranno ottenere (previo decreto ad hoc del Tesoro) una riduzione dei prelievi, un aumento della “restituzione in vincita” (payout) e più in generale “ogni misura utile al sostegno dell’offerta”. In compenso però i concessionari dovranno versare annualmente allo Stato 500 milioni di tasse aggiuntive: ogni società contribuirà “in proporzione al numero di apparecchi” che gestisce. E salgono imposte e multe per le slot machine scollegate dalla rete legale: da 1.500 a 3mila euro per ogni giorno di operatività più una sanzione amministrativa di 20mila euro. Per far cassa, poi, viene anticipata al 2015 la gara per la riassegnazione della concessione del gioco del Lotto. Il governo conta di incassare almeno 700 milioni, di cui 350 l’anno prossimo. E il futuro vincitore avrà diritto a un “aggio” (compenso) pari al 6% della raccolta, inferiore a quello attuale che è del 6,36 per cento.

Tra i “salvati” finiscono poi di diritto il gruppo Poste Italiane, che l’anno prossimo incasserà 535 milioni di crediti vantati nei confronti dello Stato italiano come disposto da una sentenza del Tribunale dell’Unione europea, e i produttori di fiction e film d’azione, che fino alla fine dell’anno prossimo non dovranno pagare di tasca loro le verifiche sulle armi di scena. Il fondo per la contrattazione di secondo livello (quella aziendale) sarà invece ridotto di 208 milioni e non di 238 come prevedeva la versione iniziale.

Più risorse anche per sociale, scuola e salute – Nel corso dell’iter parlamentare sono state poi trovate risorse per ripristinare o aumentare le risorse dedicate al sociale e alle disabilità: il fondo per le non autosufficienze, che nel testo originario era stato decurtato di 100 milioni causando la levata di scudi delle associazioni del terzo settore, viene portato l’anno prossimo a quota 400 milioni, anche se dal 2016 tornerà a 250 milioni. E sale a 500 milioni, dai 400 attuali, l’ammontare massimo di risorse distribuibili con il meccanismo del 5 per mille dell’Irpef che i cittadini possono destinare, su base volontaria, ad associazioni non profit ed enti di ricerca. Graziati anche i patronati, che vedono la temuta sforbiciata ai contributi pubblici ridursi a 35 milioni dagli originari 150 anche se a fronte di nuovi requisiti minimi in termini di presenza territoriale e popolazione servita.

Saranno poi assicurati anche per il prossimo anno gli incentivi per l’assunzione delle persone disabili: il fondo previsto dalla legge 68 del 1999 riceve uno stanziamento di 20 milioni. Il Centro nazionale di adroterapia oncologica di Pavia ottiene un contributo di 15 milioni per il 2015, 10 per il 2016 e 5 per il 2017, lo Spallanzani di Roma si vede assegnare 3 milioni complessivi per “l’unità per alto isolamento” diventata indispensabile durante l’emergenza Ebola e slitta all’anno scolastico 2016/2017 la cancellazione della norma che consente il “distacco” di un centinaio di docenti presso enti e associazioni attive nel reinserimento di tossicodipendenti, nella prevenzione del disagio psico-sociale e nell’assistenza e riabilitazione.

Ridotto a 35 milioni, dagli originari 150, il taglio ai patronati. E salgono a 400 milioni le risorse per le non autosufficienze

Per quanto riguarda scuola e università, in extremis è arrivato l’allentamento dei vincoli per l’assunzione di ricercatori da parte delle università: nel triennio 2015-2017 gli atenei che hanno il 30% di professori ordinari potranno assumere un ricercatore ogni due ordinari. In precedenza la manovra prevedeva il rispetto del rapporto di “uno a uno” nelle assunzioni di ordinari e ricercatori. Sono stati poi trovati 10 milioni per l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo (Invalsi), che consentiranno di far partire il sistema nazionale di valutazione delle scuole. E nel maxiemendamento c’è anche il comma che destina 5 milioni alla messa in sicurezza e ristrutturazione delle scuole dei comuni della Sardegna danneggiati dalle alluvioni di novembre. In commissione l’esecutivo aveva espresso parere contrario ma era stato battuto ai voti. E evidentemente Renzi ha deciso di cedere. Risorse aggiuntive sono spuntate anche per i collegi universitari di merito, che ottengono 4 milioni in più per ogni anno dal 2015 al 2017.

 

Legge di Stabilità, ecco il testo (dopo una settimana): bonus bebè solo su richiesta

Fonte e link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/23/legge-stabilita-testo-dopo-settimana-bonus-bebe-dovra-essere-richiesto/1168046/

Secondo la bozza finale del governo, che dal Quirinale è già stata trasmessa alla Camera, ci saranno tagli ai ministeri nel 2015 per oltre un miliardo (550 milioni solo alla Difesa), ma anche a Csm, Tar e Corte dei Conti. Taglio dei contributi con obiettivo un milione di neoassunti

di RQuotidiano | 23 ottobre 2014

La legge di stabilità è stata trasmessa dal Quirinale, dove il presidente della Repubblica ha firmato il testo nel pomeriggio, alla Camera. L’esame comincerà la prossima settimana e da giovedì 30 ci saranno le audizioni. E si potrebbe dire che è arrivata prima la lettera dell’Unione Europea – che chiede alcuni chiarimenti – del testo definitivo sulla Finanziaria. L’Ansa ha anticipato alcuni stralci della bozza del testo della manovra. La prima notizia riguarda il bonus bebè, annunciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi nel programma domenicale di Barbara D’Urso: non arriverà in modo automatico ma per ottenerlo bisognerà fare domanda all’Inps. Il bonus (960 euro l’anno) sarà erogato ogni mese per i bimbi nati o adottati tra il 1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 (fino al terzo anno), a famiglie con reddito complessivo entro 90mila euro.

Quanto al costo del lavoro, secondo la bozza sarà dedotto del tutto dall’imponibile dell’Irap a partire dal 2015. La manovra cancella lo sconto del 10% previsto per il 2014 per la stessa imposta. L’aliquota torna quindi al 3,9% già da quest’anno. La modifica, comunque, non cancella la riduzione sugli acconti di fine anno delle imprese, che troveranno poi incremento nel saldo del 2015.

Sale la soglia per l’azzeramento triennale dei contributi sui neo-assunti: si passa dai 6.200 euro della prima bozza agli 8.060 ora previsti. E’ stanziato 1 miliardo l’anno tra 2015 e 2017 e 500 milioni per il 2018. Con il taglio dei contributi per i primi tre anni si punta a incentivare 1 milione di assunzioni. Saranno circa 790mila i contratti per cui i datori potranno usufruire della decontribuzione piena, mentre per 210mila si potrà beneficiare dello sgravio fino al tetto degli 8.060 euro.

Poi il Tfr: potrà essere liquidato mensilmente in busta paga tra il marzo 205 e il giugno 2018 su richiesta del lavoratore. Ma non ci sarà riduzione fiscale ma gli importi saranno sottoposti a tassazione ordinaria. La richiesta sarà irrevocabile fino al 2018. Previste norme per la liquidità delle piccole e medie imprese. Il governo stanzia poi 2 miliardi per il 2015 per finanziare gli ammortizzatori sociali “inclusi gli ammortizzatori sociali in deroga, i servizi per il lavoro e le politiche attive, quelli in materia di riordino dei rapporti di lavoro”.

Per una clausola di salvaguardia che viene cancellata (i 3 miliardi di tagli degli sconti fiscali) sui conti 2015, ne arriva una nuova per il 2016: un aumento di due punti dell’Iva, per le aliquote ora al 10 e al 22%. Un ulteriore punto scatterebbe nel 2017. Previsto come garanzia anche il rincaro dell’accisa sulla benzina al 2018.

La spending review varrà per i ministeri una cifra per oltre un miliardo nel 2015, 1,1 miliardi nel 2016 e 1,3 miliardi nel 2017: si tratta sia di tagli che alle altre misure di dettaglio e la sforbiciata maggiore sarà per il settore Difesa (550 milioni). Dopo la Difesa, il contributo maggiore è quello del ministero dell’Istruzione che si vede tagliare 148 milioni, seguito dalla Giustizia (102) e dell’Interno (100). Sforzo corposo anche per il ministero dell’Economia (circa 85 milioni) seguito a distanza dai Beni Culturali (21,5). Circa 11 milioni sono a carico rispettivamente a Sviluppo economico, Infrastrutture e Salute, poco più di 8 milioni all’Agricoltura, 6 all’Ambiente e 4,6 al ministero del Lavoro. Non viene toccata invece per il 2015 la dotazione della Farnesina. Vengono ridotte di 10 milioni per il 2016 e di altrettanto per ciascuno dei due anni successivi, le dotazioni di alcuni organi di rilevanza costituzionale: dalla Corte dei conti (circa 5,9 milioni) al Consiglio di Stato-Tar (3,2 milioni), dal Csm (825mila euro) al Consiglio della giustizia amministrativa della Sicilia (35mila euro).

Nuove risorse arrivano per finanziare alcune opere ferroviarie. Tra le opere, che possono ottenere anticipi per i progetti preliminari, ne vengono individuate 4 con priorità: l’Alta velocità Brescia-Verona (1,5 miliardi); l’Alta velocità Verona-Padova (1,5 miliardi), il terzo valico Milano-Genova (400 milioni) e il tunnel del Brennero (570).

Bonus mamme, su richiesta
Per tutti i nati (o adottati) dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 arriva un bonus da 960 euro l’anno, 80 euro al mese, fino al terzo anno (di età o di adozione) con limite a 90mila euro di reddito familiare (che non vale dal quinto figlio in su). Intervento che per le fasce medio basse (fino a 26mila euro) si somma al bonus Irpef, visto che il bonus è esentasse. Va richiesto all’Inps. Per il 2015 anche fondo da 298 milioni per altri interventi a favore della famiglia.

80 euro strutturali, non cambia platea
Il bonus Irpef diventa strutturale ma si trasforma in detrazione (nel bilancio dello Stato passano da maggiore spesa a minore entrata). La platea resta immutata, 10 milioni di italiani tra gli 8mila e i 26mila euro di reddito.

Pensioni
Saranno pagate il 10 del mese dall’Inps, ma questo riguarderà solo coloro che hanno un doppio trattamento, magari anche dall’Inpdap.

12,6 miliardi da aumento Iva nel 2016
L’aumento dell’Iva di due punti a partire dal 2016, messo dal governo come clausola di salvaguardia, vale 12,8 miliardi il primo anno e 19,2 miliardi nel 2017 per arrivare a 21,2 miliardi nel 2018. Il governo lo dovrà azzerare il prossimo anno.

Un miliardo a ‘Buonascuola’, salta riforma maturità
Risorse per la stabilizzazione dei precari della scuola (1 miliardo il prossimo anno, 3 a dal 2016). Salta invece la riforma delle commissioni per gli esami di maturità, che arriverà con un provvedimento successivo.

Tfr in busta paga, con tasse ordinarie
La novità scatta dal primo marzo del prossimo anno e sarà in vigore fino al 30 giugno 2018. Una volta optato per il Tfr in busta ogni mese, assoggettato a tassazione ordinaria, la scelta è irrevocabile. Esclusi i lavoratori pubblici, i lavoratori domestici e quelli del settore agricolo. Bisogna lavorare da almeno 6 mesi.

Tagli 4 miliardi, ma si tratta con Comuni e Regioni
Regioni, province e comuni contribuiranno con 4 miliardi. Si tratta ancora sulla composizione dei tagli.

Contratto statali, ancora uno stop
Contratto del pubblico impiego congelato fino a dicembre 2015. Magistrati, avvocati, procuratori dello Stato, personale militare e delle Forze di polizia, diplomatici sono esclusi dal blocco degli scatti.

Per ricerca e sviluppo 300 milioni
Credito d’imposta al 25%, fino al 50% per università e enti di ricerca. Fino al 2019.

Resiste l’ecobonus
Prorogato per il 2015 lo sconto al 65% per gli interventi di efficienza energetica, valido anche per i condomini, così come quello per le ristrutturazioni che si ferma però al 50%. Ok anche al bonus mobili-elettrodomestici

Cambia fisco per i minimi, forfait al 15%
Addio a “forfettini” e “forfettoni”. Per artigiani e micro-imprese arriva il forfait unico al 15% per sostenere 900mila partite Iva. Non ha più il limiti di tempo e di età, ed è esteso a ricavi fino a 40mila euro (secondo i settori)

Subito 50 milioni alla giustizia
Arriva un fondo ad hoc. Le risorse raddoppiano l’anno successivo per poi arrivare a quota 120 milioni nel 2017. Le spese per i tribunali non saranno più a carico dei Comuni ma dello Stato (stanziati 250 milioni)

Due miliardi per il Jobs act e nuovi sussidi universali
Creato un fondo ad hoc per sostenere la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, inclusi quelli in deroga

Tasse su rendite fondi pensioni sale a 20%
Con uno stretto legame all’operazione Tfr, la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione “dal periodo d’imposta 2015″ passa dall’11 al 20%. Sui redditi da rivalutazioni dei fondi per il Tfr la tassazione passa invece dall’11 al 17%.

Reverse charge maxi o tasse
Il meccanismo di reverse charge per il pagamento dell’Iva è allargato, per 4 anni, a pulizie, edilizia, gas, energia elettrica. Si punta anche alle operazioni verso la Pa ma serve l’ok alla deroga dalla Ue. Se l’autorizzazione non dovesse arrivare scatterà un aumento delle accise sulla benzina per circa 1 miliardo (988 milioni)

Cambiano controlli, Agenzia delle Entrate aiuta l’auto-correzione
I controlli fiscali avranno l’obiettivo di aiutare il contribuente all’auto-correzione e concentrare il contrasto su frodi e contribuenti meno collaborativi. Arriva il ‘ravvedimento lunghissimò e semplificazioni per adempimenti Iva

Rai vende immobili, Ferrovie investe
La Rai “può cedere sul mercato attività immobiliari e quote di società”. Fs investirà risorse da cessioni sulla rete ferroviaria.

Salta intervento Forestali
Saltano i 140 milioni, previsti nelle prime bozze, per i forestali calabresi. Restano invece 100 mln per Lsu di Palermo e Napoli.

Taglio patronati
I patronati continueranno ad assistere i cittadini ma con 150 milioni in meno di trasferimenti.

Missioni pace
Rifinanziamento “biennale” per le missioni di pace che avranno 850 milioni nel 2015 e nel 2016

Ludopatia e non autosufficienza
50 milioni per curare chi ha la “febbre” del gioco. 250 milioni al fondo per la non autosufficienza, compresi i malati di Sla.

IL NOSTRO COMMENTO: E’ ALLUCINANTE QUELLO CHE E’ AVVENUTO AL SENATO! DOVREBBERO DIMETTERSI TUTTI A COMINCIARE DA RENZI! MA CHI CAZZO HA VOTATO QUESTA MINCHIATA DI LEGGE DI STABILITA’ ?

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Categorie:Politica

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