PAPA FRANCESCO, ARMENIA: E’ GENOCIDIO

PAPA FRANCESCO, ARMENIA: E’ GENOCIDIO

Turchia convoca ambasciatore della Santa Sede

Fonte e link: http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/attualita/papa-francesco-armenia-e-genocidio-33804#.VS9VgZOM6xs

L’ambasciatore del Vaticano in Turchia e’ stato convocato dal ministero degli esteri di Ankara dopo le dichiarazioni di oggi di Papa Francesco sul genocidio armeno: lo ha detto all’Ansa lo stesso nunzio apostolico Antonio Lucibello. Nel colloquio, ha precisato Monsignor Lucibello, le autorita’ turche hanno espresso “il loro disappunto’ per le parole del pontefice. Successivamente Ankara ha anche richiamato il proprio ambasciatore dalla Santa Sede.

La Turchia continua a negare che quello del 1915-16 sia stato un genocidio e combatte una guerra diplomatica permanente per cercare di impedire che venga riconosciuto all’estero da un numero crescente di stati.

LE PAROLE DEL PAPA

Papa Francesco ha celebrato nella basilica vaticana la messa per il centenario del “martirio” (Metz Yeghern) armeno, durante la quale proclama “Dottore della Chiesa” San Gregorio di Narek. La Messa è concelebrata da Nerses Bedros XIX Tarmouni, patriarca di Cilicia degli Armeni Cattolici, alla presenza di Karekin II, Supremo Patriarca e Catholicos di Tutti gli Armeni, e di Aram I, Catholicos della Grande Casa di Cilicia. E’ presente alla messa il presidente della Repubblica di Armenia, Serzj Sargsyan.

Il ministro degli esteri turco Mevlut Cavuysoglu ha definito “inaccettabili” le parole di Papa Francesco. Il capo della diplomazia turca ha scritto su twitter che “le dichiarazioni del Papa, che non sono fondate su dati storici e legali, sono inaccettabili”.

“La nostra umanità – aveva detto Francesco – ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del XX secolo (Giovanni Paolo II e Karekin II, Dichiarazione Comune, Etchmiadzin, 27 settembre 2001); essa ha colpito il vostro popolo armeno – prima nazione cristiana”. Quella tragedia, ha detto papa Francesco all’inizio della messa in San Pietro a 100 anni dal “martirio”, ha colpito il popolo armeno “insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci”. “Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi”, ha ricordato. “Le altre due furono quelle perpetrate dal nazismo e dallo stalinismo – ha aggiunto -. E più recentemente altri stermini di massa, come quelli in Cambogia, in Ruanda, in Burundi, in Bosnia. Eppure sembra che l’umanità non riesca a cessare di versare sangue innocente”. 

“Sembra – ha proseguito il papa – che l’entusiasmo sorto alla fine della seconda guerra mondiale stia scomparendo e dissolvendosi. Pare che la famiglia umana rifiuti di imparare dai propri errori causati dalla legge del terrore; e così ancora oggi c’è chi cerca di eliminare i propri simili, con l’aiuto di alcuni e con il silenzio complice di altri che rimangono spettatori”.

“Anche oggi stiamo vivendo una sorta di genocidio causato dall’indifferenza generale e collettiva, dal silenzio complice di Caino che esclama: ‘A me che importa?’; ‘Sono forse io il custode di mio fratello?'”. “In diverse occasioni – ha detto il Pontefice nel saluto all’inizio della liturgia – ho definito questo tempo un tempo di guerra, una terza guerra mondiale ‘a pezzi’, in cui assistiamo quotidianamente a crimini efferati, a massacri sanguinosi e alla follia della distruzione”. “Purtroppo ancora oggi – ha aggiunto – sentiamo il grido soffocato e trascurato di tanti nostri fratelli e sorelle inermi, che a causa della loro fede in Cristo o della loro appartenenza etnica vengono pubblicamente e atrocemente uccisi – decapitati, crocifissi, bruciati vivi -, oppure costretti ad abbandonare la loro terra”.

Con la ferma certezza che il male non proviene mai da Dio, infinitamente Buono, e radicati nella fede, professiamo che la crudeltà non può mai essere attribuita all’opera di Dio e, per di più, non deve assolutamente trovare nel suo Santo Nome alcuna giustificazione”.

Nella messa, papa Francesco ha proclamato San Gregorio di Narek “dottore della Chiesa”. La proclamazione a dottore della Chiesa universale del poeta, monaco, teologo e filosofo mistico armeno, vissuto tra il 951 e il 1003, considerato santo dalla Chiesa cattolica che lo ricorda il 27 febbraio, è stata chiesta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi. La pronuncia del Papa è stata accolta da un applauso dei fedeli armeni. (ANSA)

IL NOSTRO COMMENTO: Fossi stato io al posto di Papa Francesco non sarei certo andato a smuovere vecchie schifezze dell’umanità. A parte la disputa se sia stato o meno genocidio quello dei Turchi contro gli Armeni (probabilmente lo è stato!) , La Chiesa però nel rispolverare fatti di 100 anni fa’ deve pure girarsi indietro e guardare e condannare anche le schifezze che ha combinato in Spagna al tempo della Santa Inquisizione. Opportunamente – fa notare il Primo Ministro Turco, Ahmet Davutoglui – “Quelli che sono fuggiti dall’inquisizione cattolica in Spagna hanno trovato la pace a Istanbul e Izmir”.  (Noi non entriamo nel merito di questa vicenda perchè del Governo Turco non ce ne frega proprio niente. Ma come verità storica non possono essere sottaciute le atrocità della Chiesa al tempo dell’Inquisizione)  Certo, oggi come oggi, con i preti pedofili che imperversano sempre di più nella Chiesa di Cristo, con lo Ior che ha riciclato danaro sporco e con Opus Dei che non si sa che Cristo sia, la Chiesa farebbe meglio a non parlare più di genocidi e moralismo in generale.  Non dimentichi la Chiesa che tanti secoli addietro proprio Gesù Cristo disse: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?» (LC 6,39-42)

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Categorie:Politica, Pretofilia, Religione

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