Decreto-legge governativo per dare attuazione alla Sentenza della Corte Costituzionale N.70 del 2015.

Eccovi il testo del decreto-legge adottato dal Governo Renzi per dare attuazione alla Sentenza della Corte Costituzionale N.70 del 2015.

 Dl 65/2015 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 maggio 2015, giorno di entrata in vigore. 

SCHEMA DI DECRETO-LEGGE RECANTE “DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI PENSIONI, DI AMMORTIZZATORI SOCIALI E DI GARANZIE TFR”

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

VISTI gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza di provvedere in materia di rivalutazione automatica delle pensioni al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015;

RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza di emanare disposizioni per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e dei contrati di solidarietà al fine di sostenere e assistere la prosecuzione e il rilancio delle attività imprenditoriali;

RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza di garantire il valore dei trattamenti pensionistici e di razionalizzare e uniformare le procedure i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali al fine di sostenere i redditi dei cittadini e delle famiglie;

RITENUTA la straordinaria necessità e urgenza di intervenire sul sistema delle garanzie connesse al finanziamento per l’anticipazione del trattamento di fine rapporto al fine di favorire la stipula degli accordi di finanziamento e l’accesso all’anticipazione da parte dei lavoratori;

VISTA la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del ……;

SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze

emana

il seguente decreto-legge:

CAPO I

ART. 1

(Misure in materia di rivalutazione automatica delle pensioni)

  1. Al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, nel rispetto del principio dell’equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, assicurando la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche in funzione della salvaguardia della solidarietà intergenerazionale, all’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) il comma 25 è sostituito dal seguente:

 

“25. La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa agli anni 2012 e 2013, è riconosciuta: 2

 

 

  1. a) nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
  2. b) nella misura del 40 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
  3. c) nella misura del 20 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
  4. d) nella misura del 10 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
  5. e) non è riconosciuta per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi.”;

 

2) dopo il comma 25 è inserito il seguente:

 

“25-bis. La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, determinata dal comma 25, primo periodo, per gli anni 2012 e 2013 con riguardo ai trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS è riconosciuta:

  1. a) negli anni 2014 e 2015 nella misura del 20 per cento;
  2. b) a decorrere dall’anno 2016 nella misura del 50 per cento.”.
  3. Le disposizioni di cui al presente articolo si riferiscono a ogni singolo beneficiario in funzione dell’importo complessivo di tutti i trattamenti pensionistici in godimento, inclusi gli assegni vitalizi derivanti da uffici elettivi.
  4. Le somme arretrate dovute ai sensi del presente articolo sono corrisposte con effetto dal 1° agosto 2015.
  5. Rimane ferma l’abrogazione del comma 3 dell’articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
  6. Restano fermi i livelli del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato fissati dall’articolo 1, comma 1, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il provvedimento di assestamento per l’anno 2015 e le previsioni di bilancio per gli anni successivi terranno conto degli effetti della richiamata sentenza della Corte Costituzionale e del presente articolo. 3

 

CAPO II

ART. 2

(Rifinanziamento del Fondo sociale per occupazione e formazione)

  1. Per l’anno 2015, il Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è incrementato di 1.020 milioni di euro, ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni.
  2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 1.020 milioni di euro per l’anno 2015, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107 della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

ART. 3

(Rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga per il settore della pesca)

  1. Per l’anno 2015, le risorse destinate dall’articolo 1, comma 109, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nell’ambito delle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal presente decreto, al riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca, sono incrementate di 5 milioni di euro.

ART. 4

(Rifinanziamento dei contratti di solidarietà di cui all’articolo 5, commi 5 e 8, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148)

  1. Per il finanziamento dei contratti di solidarietà di cui all’articolo 5, commi 5 e 8, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, è autorizzata per l’anno 2015 la spesa di 70 milioni di euro a carico del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dall’articolo 2, comma 65, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni, e dal presente decreto.

ART. 5

(Modifiche ai criteri di determinazione del coefficiente di capitalizzazione del montante contributivo) 4

 

  1. All’articolo 1, comma 9, della legge 8 agosto 1995, n. 335 è inserito, in fine, il seguente periodo: “In ogni caso il coefficiente di rivalutazione del montante contributivo come determinato adottando il tasso annuo di capitalizzazione di cui al primo periodo del presente comma non può essere inferiore a uno, salvo recupero da effettuare sulle rivalutazioni successive.”
  2. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 1,1 milioni di euro per l’anno 2015, 2,2 milioni di euro per l’anno 2016, 2,0 per l’anno 2017, 1,7 milioni di euro per l’anno 2018, 1,5 milioni di euro per l’anno 2019, 1,2 milioni di euro per l’anno 2020, 1 milione di euro per l’anno 2021, 0,7 milioni di euro per l’anno 2022, 0,5 milioni di euro per l’anno 2023 e 0,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 si provvede:
  3. a) quanto a 0,2 milioni di euro per l’anno 2015, 0,4 milioni di euro per l’anno 2016, 0,4 milioni di euro per l’anno 2017, 0,3 milioni di euro per l’anno 2018, 0,3 milioni di euro per l’anno 2019, 0,2 milioni di euro per l’anno 2020, 0,2 milioni di euro per l’anno 2021, 0,1 milioni di euro per l’anno 2022 e a 0,1 milioni di euro per l’anno 2023 mediante le maggiori entrate derivanti dal comma 1;
  4. b) quanto a 0,9 milioni di euro per l’anno 2015, 1,8 milioni di euro per l’anno 2016, 1,6 milioni di euro per l’anno 2017, 1,4 milioni di euro per l’anno 2018, 1,2 milioni di euro per l’anno 2019, 1 milione di euro per l’anno 2020, 0,8 milioni di euro per l’anno 2021, 0,6 milioni di euro per l’anno 2022, 0,4 milioni di euro per l’anno 2023 e a 0,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024 mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
  5. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

ART. 6

(Razionalizzazione delle procedure di pagamento dell’INPS)

  1. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il comma 302 è sostituito dal seguente:

“302. A decorrere dal 1º giugno 2015, al fine di razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali corrisposte dall’INPS, i trattamenti pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, nonché le rendite vitalizie dell’INAIL sono posti in pagamento il primo giorno di ciascun mese o il giorno successivo se festivo o non bancabile, con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause ostative, eccezion fatta per mese di gennaio 2016 in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile. A decorrere dall’anno 2017, detti pagamenti sono effettuati il secondo giorno bancabile di ciascun mese.”.

  1. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 1, valutati in 0,971 milioni di euro per l’anno 2015, in 6,117 milioni di euro per l’anno 2016, in 11,246 milioni di euro per l’anno 2017, in 18,546 milioni di euro per l’anno 2018 e in 26,734 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019 si provvede:
  2. a) quanto a 0,971 milioni di euro per l’anno 2015, a 6,117 milioni di euro per l’anno 2016, a 11,246 milioni di euro per l’anno 2017, a 13,7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018 attraverso la riduzione delle commissioni corrisposte agli istituti di credito e a Poste Italiane Spa per i servizi di pagamento delle prestazioni pensionistiche; 5

 

  1. b) quanto a 4,846 milioni di euro per l’anno 2018, a 13,034 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019 mediante l’incremento dell’importo del versamento di cui all’articolo 1, comma 306, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. In relazione a detto maggiore versamento, l’INPS consegue corrispondenti risparmi attraverso interventi di razionalizzazione e riduzione delle proprie spese.
  2. L’INPS provvede strutturalmente al riversamento all’entrata del bilancio dello Stato dell’importo corrispondente alle riduzioni si spesa ottenute a partire da giugno 2015 ai sensi del comma 2.

ART. 7

(TFR in busta paga)

  1. All’articolo 1, comma 30, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: “Il finanziamento è altresì assistito automaticamente dal privilegio di cui all’articolo 2751-bis, numero 1, del codice civile. Tale finanziamento e le formalità ad esso connesse nell’intero svolgimento del rapporto sono esenti dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo e da ogni altra imposta indiretta nonché da ogni altro tributo o diritto.”.
  2. All’articolo 1, comma 32, quinto periodo, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le parole: “nel privilegio di cui all’articolo 46 del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.” sono sostituite dalle seguenti: “nel privilegio di cui all’articolo 2751-bis, numero 1, del codice civile.”.

CAPO III

ART. 8

(Entrata in vigore)

1.Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alla Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

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Categorie:Giustizia, Politica

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