L’AMARO CALICE DEL TAGLIO DEI VITALIZI

L’AMARO CALICE DEL TAGLIO DEI VITALIZI

Non sono passati nemmeno due mesi dall’approvazione alla Camera della legge che abolisce i vitalizi, quel giorno ce lo ricordiamo bene perchè per la prima volta un ramo del Parlamento approvò, nero su bianco, la cancellazione del vitalizio. Gioimmo e la soddisfazione fu enorme, perché sapevamo che il merito di quella prima vittoria era tutta del MoVimento 5 Stelle, che aveva portato il tema nel dibattito pubblico fino ad imporlo nell’agenda politica. Ma quello era solo il primo passo per arrivare all’approvazione definitiva della legge, sapevamo che lo scoglio più grande sarebbe stato in Senato. E infatti ieri, alla prima occasione utile, i partiti hanno ricominciato con i loro trucchetti per rallentare l’esame della legge Richetti e per affossarla definitivamente nelle sabbie mobili di Palazzo Madama. Ieri, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, il MoVimento 5 Stelle ha proposto una cosa molto semplice: inseriamo la legge nel calendario dell’Aula del Senato delle prossime settimane, così da avere tempi certi ed evitare che la legge si impantani in Commissione. Il PD, insieme a Forza Italia e Lega, ha detto no. Ora la legge corre il rischio di rimanere impantanata in Commissione e di finire su un binario morto fino alla fine della legislatura. E’ un film già visto con la nostra proposta sul reddito di cittadinanza: sono oltre due anni che la maggioranza la tiene chiusa in un cassetto in Commissione al Senato!
Non ci voleva la sfera di cristallo per sapere che sarebbe andata così. Il PD ha dimostrato che il suo voto favorevole alla Camera era solo un bluff, che la legge Richetti era un’amara pillola che sono stati costretti ad ingoiare solo perchè avevano il nostro fiato sul collo, ma questa battaglia non è nel loro Dna, non gli appartiene. E intanto, messi in sicurezza i vitalizi con il voto di ieri, ora tutti i partiti si preparano allegramente a maturare tra due giorni anche la pensione privilegiata che scatterà grazie a soli 4 anni e sei mesi di permanenza in Parlamento. Si godano pure questi momenti finchè possono, perché la musica è destinata a cambiare. Quando andremo al governo gli faremo trangugiare l’amaro calice dell’abolizione dei vitalizi, che oggi tanto si affannano a scansare. E insieme a quello, dovranno mandare giù anche il dimezzamento degli stipendi e la fine di ogni altro insopportabile privilegio. E prima che in Parlamento lo faremo in Sicilia con Giancarlo Cancelleri! Così capiranno che non scherziamo. Restituiremo un po’ di giustizia e di equità a questo Paese.

IL NOSTRO COMMENTO: Vergona e schifo!

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Categorie:Politica

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